mercoledì 16 maggio 2012


L'evoluzione dei mass media: Internet, l'ultimo traguardo


Negli ultimi decenni il fenomeno della comunicazione di massa, o se vogliamo “mass medium” è ritenuto uno dei maggiori interessi per gli studiosi e uno dei bisogni primari di quasi l’80% della popolazione mondiale. Ciò è dovuto al forte e inconscio bisogno dell’individuo di creare attorno a sé modelli d’informazione ai fini di una migliore e più semplice ricezione del messaggio. Fin dagli inizi della Rivoluzione industriale il processo dei mass media è stato piuttosto lento. Sebbene tale momento della Storia sia considerato decisivo per la sua incredibile evoluzione economica, che trasformò il sistema agricolo, artigianale e commerciale in uno industriale e moderno, esso fu caratterizzato dall’utilizzo generalizzato di macchine azionate da energia meccanica mediante lo sfruttamento di nuove fonti energetiche inanimate come i combustibili fossili. E tuttavia fu
solo agli inizi dell’epoca ottocentesca fino ai nostri giorni che emersero nuove invenzioni le quali, per via della loro cavalcante e inarrestabile modernità assicurarono la velocizzazione dei tempi d’impiego e di raggiungimento del pubblico: dal telegrafo al telefono, dal cinema alla radio, dalla televisione a internet. Questi mezzi d’informazione, dunque, sono riusciti a stravolgere le abitudini quotidiane di un numero sempre più elevato di persone solo dopo che il progresso scientifico diede luce a quello tecnologico; quest’ultimo, a sua volta, consentì la riproduzione di un enorme quantità di materiali a carattere comunicativo e di apprensione per un costo molto basso d’acquisto che permise alla popolazione di entrare in diretto contatto con questo “Mondo Nuovo”. Riguardo al recente, o meglio, ultimo arrivato tra i mass media, internet è forse il rappresentante più completo ed efficace che, dalla fine del XX secolo, ha posto le radici di un nuovo tipo di ricerca ed informazione lontani dai tradizionali sistemi di lettura e di conoscenze usati nelle scuole così come nelle biblioteche e librerie esistenti. Purtroppo bisogna considerare alcune problematiche relative all’affidabilità dell’informazione e della comunicazione tra persone contenuta e mostrata presso le pagine web dei più importanti motori di ricerca mondiali come Google, o nel caso italiano di Libero o Virgilio: alcuni sostengono che la fitta rete di comunicazione globale e virtuale (avviata dai grandi social network attuali come Facebook, Twitter o Skype) abbia innescato un regresso di tipo informativo tradizionale da parte dei visitatori sempre più rapiti sia dalla possibilità di poter interagire con il partner non più a parole ma dietro uno schermo, sia di ottenere la ricerca interessata in pochi minuti senza il bisogno di affidarsi alla forma televisiva o meglio ancora giornalistica (quest’ultima ormai sminuita e usufruita da pochi). Inoltre questo sistema ha profondamente modificato il significato e il valore attribuito al nostro patrimonio più importante e complesso di tutti: la cultura. Il mondo risulta monopolizzato da nuove prospettive, non più storico-culturali, bensì da quelle economico-politiche, le quali, per la loro forte influenza, rischiano di mutare il soggetto dipendente in parassita della società. Oggi il progresso tecnologico sfrutta la forte audience prodotta dai mass media grazie alla rivoluzionaria invenzione dei tablet computers, come l’iPad, o degli smartphones, come l’iPhone, entrambi prodotti dell’azienda informatica statunitense Apple, per far sì che anche gli “ultimi” lettori tradizionali, ai quali piace tingere con propria mano e annusare col proprio olfatto l’essenza dell’informazione scritta su carta, possano convertirsi definitivamente a questo nuovo modo di diffusione del messaggio mediale. Se stare al passo coi tempi, significa mettere da parte ciò che è stato e sarà sempre alla base del progresso, bisognerebbe comprendere se non si tratti piuttosto di un lento declino verso un mondo privo di qualunque ideale, dove l’elemento della curiositas intellettuale si trasformi in pigrizia e il termine “informazione” assuma un diverso ma terribile significato.
(Andrea Battaglia)

Scomparsa di uno dei grandi mezzi di comunicazione?

Il business degli SMS, ora è di Facebook, Whatapps e Apple...

Gli SMS sono da sempre definiti come cash cow per gli operatori telefonici, perchè il costo di erogazione di questo servizio è pressochè nullo e garantisce margini del 100% per il carrier. Calcolatrice alla mano, immaginate quale sia il ricavo di questo strumento per colossi come TIM, Vodafone, H3G e decine di altri nel mondo. 

Tutto perfetto, fino a che non sono arrivati gli abbonamenti dati sugli smartphone, e soprattutto fino a che non sono arrivate applicazioni come Facebook, come WhatsApp e infine come Apple iMessage; le persone non usano più gli SMS per comunicare, sono online su Facebook, si scambiano messaggi direttamente al suo interno, spesso contattando più persone e non pagano nulla. Ancora meglio con WhatsApp, tutto avviene in real time, e idem per Apple iMessage che tuttavia è destinato esclusivamente agli utenti di casa Apple. 

Alcuni operatori hanno già registrato un calo nell'uso degli SMS nell'ultimo anno, e la tendenza non può che peggiorare, fino a che l'SMS come strumento di comunicazione verrà definitivamente dichiarato morto. Non può essere altrimenti in un mondo in cui tutto viaggia su Internet e l'SMS, che altro non è che una comunicazione testuale, è ancora la sola "email elettronica" ad essere a pagamento, con un costo elevatissimo (12-15 centesimi di Euro in media per noi Italiani). Fino ad oggi l'SMS è stato utilizzato per comunicazione veloci, rapide, anche sicure se vogliamo, ma ora lascerà inevitabilmente il posto alle nuove applicazioni, ai social network, perchè non vi è nessuna ragione per non utilizzare la rete per inviare comunicazione di 160 caratteri, in maniera del tutto gratuita. 

Un nuovo capitolo della storia che vede in grande difficoltà gli operatori: sempre più traffico sulle loro reti dati ma al contempo sempre meno guadagni, e senza possibilità alcuna di fare revenue sharing con Google, con Facebook o con Apple, come pensano in tanti dirigenti del mondo telco. E' il bello della tecnologia e delle idee, spesso distruggono completamente abitudini e interi settori, a tutto vantaggio dei clienti. 

 

SMS: una storia lunga 160 caratteri

Ecco una breve storia degli sms. L'autore dei fatidici 160 caratteri è accademicamente riconosciuto in Friedhelm Hillebrand, colui che ha fissato la lunghezza massima degli attuali messaggini in 160 caratteri dopo numerose prove ... non sul cellulare ma sulla macchina da scrivere!
Si, sulla macchina da scrivere perchè Hillebrand non stava pensando agli sms (Short Message Service) come li intendiamo noi ma cercava di trovare il giusto compromesso tra il minimo ingombro e la compiutezza di quanto si comunica. "È perfettamente sufficiente" fu il suo commento in quel lontano 1985...
La parte più dura venne dopo, ovvero riuscire a dimostrare che 160 caratteri erano davvero necessari ad istituire una nuova forma di comunicazione, tra lo scetticismo dei colleghi e la mancanza di un feedback relativo a ricerche analoghe compiute in tal senso. Alla fine, Hillebrand e soci si affidarono a due soli elementi: lo studio dei messaggi mandati sulle cartoline e dei messaggi inviati tramite Telex indicò loro una media di circa 150 caratteri utilizzati per veicolare con successo il messaggio.
...(continua a leggere)

Francobolli

giovedì 3 maggio 2012

Codificare per Informare...

La codificazione delle informazioni ha sempre caratterizzato la nostra vita... Tutto ebbe inizio con la rivoluzione tessile nel ‘700, in particolare con la scoperta del “ Telaio Jacquard ” che migliorò notevolmente la produzione tessile limitando le forze lavoro.


Da questo prese avvio una serie di codificazioni che di giorno in giorno si evolvono per velocizzare e semplificare la trasmissione dell’informazione. Alcuni esempi di codificazione molto utilizzati sono: Codice fiscale , Codice a barre.



Codice fiscale  

Il codice fiscale è stato introdotto con il decreto del Presidente della Repubblica n. 605 del 29 settembre 1973 per rendere più efficiente l'amministrazione finanziaria con la creazione dell'Anagrafe tributaria, fortemente voluta dall'allora ministro delle finanze Bruno Visentini. Esso viene attribuito e rilasciato a ciascun cittadino italiano dall'Agenzia delle entrate e può essere attribuito anche ai cittadini stranieri. A ciascuna persona in passato veniva consegnato un tesserino di plastica con banda magnetica, riportante oltre al codice fiscale anche cognome, nome, sesso, luogo di nascita, provincia di nascita, data di nascita e anno di emissione. Oggi, per i residenti in Italia che godono anche dell'assistenza sanitaria, al posto del tesserino del codice fiscale viene assegnata una tessera sanitaria, che ha assunto valenza di controllo della spesa sanitaria per le regioni. Inoltre, il codice fiscale è utilizzato dall'INPS per le prestazioni previdenziali, nonché dal Ministero del lavoro per le cosiddette comunicazioni obbligatorie presso la banca dati nazionale in materia di assunzioni di lavoratori. 

Codice a barra 

L'idea dei codici a barre fu sviluppata da Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, all'epoca studenti di ingegneria dell'Università di Drexel. Il 7 ottobre 1948 l'idea nacque dopo aver ascoltato le esigenze di automatizzare le operazioni di cassa da parte del presidente di un'azienda del settore alimentare.
Una delle prime idee era stata quella di utilizzare il Codice Morse stampato ed esteso in senso verticale, realizzando così barre strette e barre larghe. In seguito utilizzarono dei codici a barre ovali e brevettarono la loro invenzione. I primi tentativi di riconoscere i codici a barre con un fotomoltiplicatore originariamente utilizzato per la lettura ottica delle bande audio dei film non ebbero successo: l'eccessivo rumore dei dispositivi termoionici, il calore generato dalla lampada utilizzata per l'illuminazione e il peso risultante dall'insieme erano ostacoli insormontabili.Il successivo sviluppo della tecnologia laser permise ai lettori di essere costruiti a prezzi più accessibili e lo sviluppo dei circuiti integrati permise la decodifica vera e propria dei codici. Silver morì nel 1963 a soli 38 anni, prima di vedere le numerose applicazioni pratiche del suo brevetto.

Tipi di codici a barre 

Tra i tipi più diffusi in Italia, senz'altro troviamo il codice EAN (European Article Number) che viene utilizzato nella grande distribuzione, seguito dal Farmacode o codice 32 (una rielaborazione matematica del Codice 39), adottato per l'identificazione dei farmaci e delle specialità vendibili al banco nelle farmacie. Nell'ambito industriale hanno trovato grande diffusione il codice 128, il codice 39 (alfanumerico) e il 2/5 (si legge 2 di 5) interleaved.


Codice binario

Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2, cioè che utilizza 2 simboli, tipicamente 0 e 1, invece dei 10 del sistema numerico decimale tradizionale. Di conseguenza, la cifra in posizione N (da destra) si considera moltiplicata per 2^N (anziché per 10^N come avverrebbe nella numerazione decimale).
Ecco una tabella che confronta le rappresentazioni binarie, esadecimali e decimali di alcuni numeri:binario - alfabetico - decimale:


0000   =      0       =      0
0001   =      1       =      1
0010   =      2       =      2
0011   =      3       =      3
0100   =      4       =      4
0101   =      5       =      5
0110   =      6       =      6
0111   =      7       =      7
1000   =      8       =      8
1001   =      9       =      9
1010   =      A       =     10


È usato in informatica per la rappresentazione interna dei numeri, grazie alla semplicità di realizzare fisicamente un elemento con due stati anziché un numero superiore, ma anche per la corrispondenza con i valori logici vero e falso.
È considerato tra le più grandi invenzioni del matematico tedesco G. Leibniz. Purtroppo però essa cadde nel vuoto e solo nel 1847 verrà riscoperta, grazie al matematico inglese G. Boole, che aprirà l'orizzonte alle grandi scuole di logica matematica del '900 e soprattutto alla nascita del calcolatore elettronico.
Per maggiori informazioni ...


Ed infine l’ultima novità in tema di decodificazione è : 



Il Qr  

Un codice a barre quadrato, dove si possono inserire diverse informazioni. Una nuova tecnologia nata per accedere velocemente a contenuti internet utilizzando lo “scatto” di uno smartphone. Stiamo parlando di QR Code e proprio per la divulgazione e standard d’utilizzo di questa innovazione è nata QR Code Italia, Associazione di riferimento tematica che collabora alla definizione di progettualità pubbliche e private su tutto il territorio nazionale. Impegnata in ambiti tra loro assai eterogenei dall’editoria, all’advertising e marketing, dagli enti alle istituzioni e alle università, ha costituito al proprio interno altrettante aree di sviluppo e studio. Insieme a Giulia Baraghini, Presidente di QR Code Italia, parliamo del QR Code e delle sue applicazioni QR Code, una tecnologia nuova o un’apertura ad orizzonti diversi, grazie all’Hi-Tech? Parlare di QR Code vuol dire svelare i segreti di un piccolo e semplice codice binario racchiuso in un quadrato, apposto o stampato su un tradizionale media di tipo analogico (un muro, un giornale, un biglietto da visita, un prodotto), capace nella sua disarmante linearità grafi ca di dare vita a infi niti rinvii e rimandi, ad approfondimenti contenutistici e servizi creati da chi pubblica o divulga il QR Code stesso. La tecnologia che sta dietro al QR Code è datata alla metà degli anni Novanta, ma in realtà è nel 2010 che è esploso il grande boom, grazie alla diff usione sempre più capillare ad un pubblico assolutamente eterogeneo e non solo di manager e professionisti, degli smartphone indiscussa porta di accesso per la sua fruizione. Attraverso un semplice scatto fotografi co e un soft ware installato sul proprio telefono cellulare è possibile accedere tramite la connessione Internet a siti web, video, fi le audio o immagine: un’applicazione dalle vastissime opportunità di utilizzo che consente l’accesso ai contenuti con modalità interattiva utilizzando lo smartphone come un blocnotes da cui non ci separiamo mai. Ad oltre 15 anni dalla sua invenzione, il QR Code vede oggi una piena maturità, nell’era dei social network, di Facebook e dei blog e si ritaglia a pieno titolo un posto nel mondo del web 2.0 dinamico e personale, costruito da utenti sempre e ovunque connessi, dal loro background, dalle loro cyber-vite e dalle loro richieste di informazioni.

La rivoluzione dei media...